Cinquecento anni dopo: oggi!

Nel 1508, Erasmo da Rotterdam, in un passo del suo Elogio della Pazzia, scrisse:

Anche in questo aspetto, intendo imitare i retori dei giorni nostri, che si credono proprio degli dèi se dimostrano di avere due lingue come le sanguisughe e considerano incantevole inserire, come se si trattasse di un intarsio, qualche paroletta greca nei discorsi in latino, anche se magari del tutto fuori luogo. Se poi mancano loro termini esotici, tirano fuori da carte ammuffite quattro o cinque termini arcaici, sufficientemente oscuri da rendere poco comprensibile il testo al lettore. In tal modo, quelli in grado di capire possono sentirsi sempre più soddisfatti di sé, mentre quelli che non ne sono in grado rimangono tanto più ammirati quanto meno capiscono. Indubbiamente, uno dei piaceri prediletti dei nostri contemporanei è l’esaltazione assoluta di tutto ciò che è straniero. I più ambiziosi ridono e approvano muovendo le orecchie come gli asini, dando ad intendere agli altri di avere capito.

Sono passati cinquecento. Cosa è cambiato da allora?! Siamo in periodo elettorale, corrono le elezioni politiche dell’anno 2018: fate molta attenzione “ambiziosi“, Erasmo da Rotterdam vi capì molto bene già cinquecento anni fa.

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